Quando la macchia di gariga si sveglia, la cicala comincia a cantare. La terra dei pastori e dei poeti, o sovente entrambi allo stesso tempo, induce il viaggiatore frettoloso all'indolenza. All'ombra dei mulini, le "belle lettere" emanano un profumo di lavanda. E quando il sole scende dietro la collina, i galoubets (tamburi) e i tamburelli accompagnano i passi di danza delle brune Arlesiane.
Con le sue vaste pianure paludose e i sui stagni circondati da canneti che riflettono la luce come degli specchi, la "figlia del Rodano" è un invito al viaggiatore appassionato di libertà a sognare e a vagabondare. Selvaggia, sa però anche essere accogliente per quelli che la contemplano con umiltà. Allora mette in mostra tutti i tesori che la natura ha riunito per lei. Tori e cavalli pascolano insieme nella salicornia e gli uccelli dai mille canti prendono il volo in un fremito di penne in cui predomina il rosa fiammante.
da "argentios" nome di origine ligure la cui radice vuol dire "brillante", un termine che sarebbe dovuto al fogliame che cresceva spontaneo ai bordi di una frazione alla quale diede il nome e di cui oggi non resta che il Mas d'Argence a sud di Bellegarde (Cf. Jonquières Saint Vincent di Pierre MAZIER).
Argence
Provenza Camargue la bella e la selvaggia
|

|
Terre d'Argence, territorio eccezionale. L'avete sognata… e adesso finalmente ci siete.
|

|
|